27 aprile 2005

Il mio 25 Aprile (per non dimenticare)

Premessa
Quelli che riporto sotto sono un articolo di Ercolina Milanesi ("Il 25 aprile, giorno di lutto") e il mio successivo commento ("Il mio 25 Aprile") che sono stati pubblicati in un forum di "Legno Storto".
Il brano di Ercolina Milanesi è la testimonianza di una persona che purtroppo, come tante altre, ha subito gravissime ingiustizie solo per il fatto che stava dall'"altra parte" al momento della liberazione.
Invito tutti a leggere questo articolo ("Il 25 aprile, giorno di lutto") per non dimenticare che furono commesse gravissime ingiustizie anche da parte di troppe persone che si sono poi erette "campioni della libertà".
Potrebbe capitarVi, leggendo il mio vecchio post "La Resistenza e gli ipocriti", di cogliere una sorta di contraddizione rispetto a ciò che ho scritto nel commento "Il mio 25 Aprile". Ebbene vorrei subito togliere ogni dubbio precisando che, per me, le parole "partigiano" e "Resistenza" rappresentano valori ben diversi da quelli che hanno mosso gli assassini di cui Ercolina Milanesi ha parlato e che in quel mio post ho definito "cani sciolti".
Per Resistenza intendo infatti quella combattuta da quei partigiani che agirono senza dimenticare i princìpi di umanità e giustizia verso i "nemici" di allora.

Il 25 aprile, giorno di lutto (di Ercolina Milanesi)
Rimarrà stupito, qualcuno, del titolo che ho dato a questo mio scritto, ma per me è veramente un giorno indimenticabile, di terrore, perché a Milano ho assistito a delle atrocità spaventose, anche in famiglia. I partigiani garibaldini comunisti sono entrati in casa mia, hanno preso la mia mamma e con il mitra mi hanno sbattuto contro il muro. Mia madre, lo seppi molto tempo dopo, fu portata nelle carceri di San Vittore, in una cella, stipata all’inverosimile, uomini e donne, con un bugliolo per tutti e per due giorni senza acqua e un pezzo di pane, inoltre sempre in piedi data l’angusta cella. Dopo la portarono nelle famigerate scuole di via Palmieri, famose per le torture perpetrate ai fascisti. Mia madre fu torturata, stuprata e tutti i giorni portati per le vie di Milano su un camion e i milanesi buttarono loro addosso escrementi umani, vasi da notte, oggetti contundenti. Gli stessi cittadini che pochi giorni prima al Lirico, nell’ultimo discorso del Duce lo osannavano a non finire.
Tutto ciò perché mia madre era di famiglia fascista e non aveva fatto nulla di male. Mai. Solo vendette personali ci furono in quel periodo, anche la morte di mio zio Ernesto, fratello di mia madre, 30 anni, seviziato, rotto gli arti e seppellito vivo.
Oggi Ciampi ha osannato i partigiani come degli eroi, ma i nostri ragazzi di Salò che sono andati a combattere sapendo che andavano incontro alla morte, cosa sono?
Ero una ragazzina, ma non potrò mai dimenticare e perdonare le efferatezze compiute dai partigiani comunisti. Perché non si parla di questo? Perché non si racconta, come visto con i miei occhi, andare nelle case, prendere della povera gente, che aveva solo la colpa di avere un ideale e portarli sulla via e sparare diversi colpi di fucile sia su donne, uomini e bambini?
Non racconto storie, non sono bugiarda ma è la pura verità e penso chi mi legga possa capire il mio odio viscerale verso i partigiani e ripeto questo, per noi, sporchi fascisti, è un giorno di grave lutto.
Piazzale Loreto rimarrà in eterno la vergogna di un popolo criticato da tutti i Capi di Stato per le aberrazioni compiute e il linciaggio su dei poveri cadaveri.
Ecco chi sono gli italiani sinistroidi: assassini, vigliacchi che non hanno ragione di vivere, perché la crudeltà vista a Milano è impossibile descriverla e quelle vie lorde di sangue, corpicini di bimbi straziati da una pallottola, vecchi e giovani riversi nel sangue e donne stuprate sulla strada sono ricordi incancellabili. Ed io non potrò mai perdonare, perché non si può, ne si deve.

ERCOLINA MILANESI



Il mio 25 Aprile
(commento all'articolo di Ercolina Milanesi)
Gentile signora Ercolina, sono stato anch'io un partigiano ma so bene di cosa sta parlando e confermo la veridicità dei fatti che ha raccontato. Le scrivo per dirLe che comprendo il Suo dolore e spero accetterà la mia testimonianza di uomo che ha vissuto quei giorni sull'"altra sponda".
Il 25 aprile per me è da sempre un'occasione sia di gioia sia di dolore.
Gioia
per la fine di un regime oppressivo, violento e totalitario.
Dolore per le nefandezze di cui troppi "nuovi vincitori" si sono macchiati.
Fatti come quelli che Lei ha raccontato non vengono purtroppo quasi mai ricordati, specie da parte dell'attuale sinistra che, a partire già da quei tempi, continua a monopolizzare la Resistenza attribuendosi tutti i meriti e nascondendo abilmente le porcate di cui si è macchiata.
Comprendo bene il suo "odio viscerale" proprio perché è lo stesso che anch'io ho provato essendo stato testimone di atti del tutto simili compiuti da parte di persone militanti nel fascio.
Mi sono arruolato come partigiano quando ero poco più che un ragazzo per combattere un fascismo di cui avevo conosciuto la violenza, i soprusi e il clima di terrore che aveva instaurato.
Ricordo ancora come nel mio piccolo paese si consumarono grandi tragedie a causa del regime.
La caserma dei carabinieri era stata adibita a luogo di interrogatorio e tortura per le persone sospettate di essere contro il fascismo.
Da questo luogo si diffondevano, a tutte le ore del giorno e della notte, le grida strazianti di individui picchiati selvaggiamente e a cui si arrivava anche a strappare i denti dalla bocca (solo per fare un piccolo esempio). Le persone che abitavano nelle case circostanti, per evitare di impazzire nell'ascoltare quello strazio, appena poterono fuggirono dalle loro case cercando ospitalità da parenti.
I tempi successivi alla liberazione furono un vero e proprio "periodo oscuro". La gente, specie chi aveva subito violenze sulla propria persona o in famiglia, era letteralmente accecata da un odio feroce contro tutti quelli che avevano fatto parte del regime.
In tanti, partigiani e non, si fecero giustizia da soli. A volte ci rimisero anche coloro che, pur aderendo al fascismo, non si erano macchiati direttamente di certi fatti e che anzi avevano addirittura aiutato, salvandolo da una brutta fine, chi si opponeva al regime.
Per quello che ho avuto modo di conoscere, furono atti di pura e cieca vendetta dove spesso l'ideologia non c'entrava nulla.
Fu purtroppo applicata la legge "occhio per occhio, dente per dente". Furono commesse ingiustizie per vendicarsi di altrettante ingiustizie subìte. E a queste vendette si unirono purtroppo i soliti voltagabbana: persone camaleontiche, sempre pronte a saltare sul carro del vincitore.
Con tutto ciò non intendo giustificare nessuna delle due parti ma solo esprimere la mia personale interpretazione delle ragioni che spinsero a questo grande odio non ancora sopito. Un odio tenuto vivo ancora oggi proprio tramite il sistematico insabbiamento dei crimini commessi dai "vincitori". Un odio che ha fatto vittime soprattutto tra innocenti di entrambe le parti.
Per tutti questi motivi mi piacerebbe che il 25 aprile fosse vissuto soprattutto come una giornata della memoria, senza omissione alcuna, per ricordare tutto il male che noi italiani ci siamo fatti e per evitare che si possa ripetere.
Un caro saluto.

Partigiano William

4 Commenti:

il 28 aprile, 2005 11:13, Anonymous Luca ha scritto...

rubo ancora un po' di spazio al suo Blog.

Ho letto con estremo interesse l'articolo di Ercolina Milanesi e la sua risposta.

Sono assolutamente d'accordo con lei, partigiano William, quando scrive "...mi piacerebbe che il 25 aprile fosse vissuto soprattutto come una giornata della memoria, senza omissione alcuna, per ricordare tutto il male che noi italiani ci siamo fatti e per evitare che si possa ripetere...".

Come dicevo assolutamente d'accordo.

Non ho nulla da obiettare sul fatto che coloro che si sono macchiati di atti criminali (passando dalla parte del giusto a quella del torto) fossero da perseguire penalmente. Non hanno giustificazioni.

Poi leggo che l'invettiva (pienamente giustificata visto ciò che ha passato in quegli anni) della signora Milanesi è quasi esclusivamente rivolta al "partigiamo comunista". Compio una breve indagine sul sito della Milanesi e scopro che è iscritta ad una formazione politica neo-fascita.

Chiunque conosce che gli atti immondi di cui si macchiarono alcuni (e sottolineo alcuni) partigiani non erano comppiuti solo dai comunisti...

...dalle mie parti furono addirittura i contadini che guidarono ribellioni contro i repubblichini (e le assicuro che non distinguevano tra formazioni politiche che non fossero quelle fasciste).

Ciò che accadde nei luoghi dai quali provengo (Emilia) è ben rappresentato da un vecchio film: 900 di Bertolucci.

Allo stesso modo in cui condanno fermamente le atrocità commesse dalle formazioni partigiane (e, più in generale, dalla popolazione) starei bene attento ad attrbuire più responsabilità a qualcuno piuttosto che ad altri solo per convenienza politica.

ri-cordialmente

Luca
p.s. la prego, mi dica se posso continuare a scrivere sul suo blog o se ciò la disturba. Nel secondo caso non continuerei!

 
il 28 aprile, 2005 14:24, Blogger Partigiano William ha scritto...

Caro Luca,
credimi, mi fa molto piacere che tu scriva sul mio blog e, ti prego, diamoci del tu (avevo anch'io iniziato con la terza persona forse anche perché ai miei tempi si dava addirittura del "voi" ai propri genitori).
Spero proprio di non aver dato l'impressione di attribuire più responsabilità a una parte piuttosto che all'altra.
Il distinguo invece lo vorrei fare proprio nei confronti di chi continua a tacere certi fatti.
Contrariamente alla maggior parte della destra, che ha esplicitamente ammesso i propri errori in più occasioni, la stragrande maggioranza della sinistra continua a non voler riconoscere altrettanto esplicitamente i propri. Al contrario, continua a strumentalizzare vergognosamente la Resistenza monopolizzandola, come se fossero esistiti solo partigiani rossi. E questo lo dico da partigiano rosso quale anch'io sono stato. Posso tranquillamente testimoniare come tra tanti partigiani, insieme ai quali ho combattuto, non c'erano solo comunisti ma c'erano un po' tutti i colori politici. E' perciò uno scandalo vedere come i sinistri stravolgono la storia.
Per quanto riguarda la signora Ercolina io la rispetto e non mi sento di discriminarla per le sue scelte di schieramento.
Prova a immaginare te stesso al posto suo. Come ti comporteresti dopo aver subìto certe atrocità, anche a distanza di tanti anni?
Io stesso farei fatica a dare una risposta perché, fortunatamente, la mia famiglia non è stata vittima di certe nefandezze.
In ogni caso sono convinto che la vera riappacificazione può solo passare attraverso un sincero chiarimento che ancora non c'è stato e che qualcuno, più di altri, ancora non vuole.

Un cordiale saluto.

Partigiano William

 
il 29 aprile, 2005 09:51, Anonymous Luca ha scritto...

Anzitutto TI ringrazio per voler continuare questo confronto aperto e leale!! Anche a livello politico, da entrambe le parti, sarebbe auspicabile la stessa cosa!!

Sono felice che tu non distingua tra i "colori" dei partigiani. Mi scuso per aver frainteso.

Capitolo Ercolina Milanesi: ovviamente le porto rispetto. Questo è fuori discussione. Il fatto ch'io non condivida le sue scelte politiche non significa certo che la disprezzi!! Ci mancherebbe altro! Sono inoltre convinto che le vicende a cui è stata sottoposta siano la fonte da cui scaturiscono le sue scelte. Ma mi è parso di leggere dall'articolo che hai postato e da altri articoli pubblicati sul sio sito che abbia cercato di strumentalizzare alcuni eventi in senso politico... (per carità, è solo una mia impressione).

Per quanto riguarda l'appropriamento della festa del 25 da parte della sinistra.
Da sempre il popolo di sinistra partecipa attivamente in misura maggiore a quello di destra. Si veda le elezioni: l'astensionismo premia la sinistra... e per usare le recentissime parole di Berlusconi "l'elettorato di sinistra è più disciplinato". Sul perchè di questo potremmo dibattere per ore. Il fatto che poi il 25 in anni recenti sia stato visto più come una celebrazione "antifascista" che "pro-libertà" ha fatto il resto.

Sono assolutamente d'accordo con te che è finalmente giunto il momento per un confronto serio e maturo in modo che il conto con il passato sia chiuso in modo definitivo. E che finalmente tutti gli italiani, indipendentemente dal voto che pongono nelle urne, siano fieri della libertà ritrovata condannando gli eccessi (tutti!) del passato.

ancora una volta, cordialmente

Luca

 
il 27 dicembre, 2005 11:28, Blogger AMal ha scritto...

Non sò come ho cominciato.
Parto Dall'Espertone.
Durante la mia ricerca sull'attendibilità di un articolo su Beppe Grillo(Mr Hypocrisy), tramite Google, sono capitato su un post della signora Milanesi. Da lì, ancora per caso arrivo sul Partigiano William, e dopo avere letto il post, nel profilo, mi accorgo che un suo membro del team è Il miscredente, con cui ho scambiato in precedenza, alcune "battute".
Incredibile!

Riguardo al post sul 25 aprile, ed alle successive opinioni, mi congratulo. Se chi governa, riuscisse ad avere un tale dialogo con l'opposizione, nonostante le divergenze,l' Italia, cari blogger, sarebbe in una botte di ferro. Ma, ahimè......

 

<< Home